Crisi esterne, responsabilità interne
Solitamente non utilizzo i temi dell’attualità per scrivere gli articoli del mio blog. Non l’ho mai fatto e non ho intenzione di iniziare oggi. Tuttavia, voglio partire dalla situazione internazionale che stiamo vivendo per arrivare a qualcosa che riguarda molto più da vicino tutti noi e cioè gli stati d’animo con cui liberi professionisti, imprenditori e dipendenti affrontano ogni giorno il proprio lavoro.
Viviamo un momento storico complesso. Le notizie che arrivano dall’esterno parlano di tensioni geopolitiche, incertezze economiche e scenari difficili da prevedere. In questo contesto, ogni mattina milioni di persone si alzano, vanno al lavoro e cercano comunque di mantenere standard elevati, responsabilità professionale e lucidità nelle decisioni.
E proprio qui si trova il punto centrale della questione.
Ciò che dobbiamo ricordare, ogni giorno, è che esiste una differenza fondamentale tra ciò che è in nostro potere e ciò che non lo è.
In psicologia questo viene spesso spiegato attraverso il concetto di "Locus of Control". Alcune persone possiedono un locus of control interno molto forte: tendono quindi a mantenere l’attenzione su ciò che possono influenzare direttamente, continuando a concentrarsi sulle proprie azioni, sulle proprie scelte e sulla qualità del proprio lavoro. Altre persone, invece, sviluppano un locus of control esterno e finiscono per attribuire l’andamento della propria vita quasi esclusivamente a ciò che accade fuori da loro: il mercato, la politica, l’economia globale.
La realtà è che gli eventi esterni esistono e hanno inevitabilmente delle conseguenze. Ma allo stesso tempo è altrettanto vero che la nostra capacità di azione rimane confinata all’interno del nostro perimetro di influenza.
E questo perimetro, nel mondo del lavoro e del business, è sorprendentemente chiaro. Non possiamo controllare l’economia globale e nemmeno le crisi internazionali. Possiamo però controllare come lavoriamo, come pensiamo e soprattutto come costruiamo le relazioni con i nostri clienti.
Ed è proprio nelle fasi di crisi che questa differenza emerge con maggiore chiarezza. Le crisi economiche, storicamente, hanno sempre avuto una funzione selettiva. Tendono a far scomparire dal mercato chi era presente per inerzia, per casualità o semplicemente per occupare uno spazio. Ma allo stesso tempo rafforzano chi ha costruito nel tempo qualcosa di più solido.
Chi ha fondato la propria attività su un equilibrio reale tra prodotto, valore e relazione non deve temere le crisi. Al contrario, può utilizzare questi momenti per rafforzare ancora di più il legame con i propri clienti. Perché nelle economie moderne, spesso dominate dalla velocità e dall’ipercompetizione, il vero collante continua a essere sempre lo stesso, la fiducia tra le persone.
Ed è su questo terreno che possiamo, e dobbiamo, concentrare le nostre energie. Il resto, semplicemente, non dipende da noi.