Il casinò della vita

So che qualcuno vorrebbe già togliere l’accento dalla “ò”; sarebbe forse più appropriato. Oggi però riprendo un concetto che avevo già toccato qualche tempo fa. Ho parlato spesso dell’idea di trovare “il proprio posto nel mondo”. È un cammino che tutti noi affrontiamo, ma questa metafora pone l’attenzione soltanto sulla destinazione finale, come se tutto il resto non contasse. Ed è proprio qui l’equivoco, o meglio l’omissione di dettagli importanti.

 
 

In un articolo di qualche tempo fa mi è uscita una frase che ricordava la vita come un casinò. È nata da una riflessione su come noi esseri umani partecipiamo a questo grande gioco, scommettendo continuamente sulle nostre scelte. Mi capita spesso di ribadire questo pensiero anche in ambito professionale, le nostre decisioni non sono mai basate su certezze empiriche, ma su speranze riposte in qualcosa che deve ancora accadere.

Gli obiettivi, anche quelli professionali, subiscono la stessa sorte, puntiamo su di essi nella speranza che la mano che stiamo giocando sia quella vincente. Riflettendo su questi aspetti mi è tornato in mente il parallelismo tra la vita e il casinò, un luogo dove tutti entriamo con un’unica speranza: vincere. Così ci presentiamo al meglio delle nostre possibilità, ci sono moltissimi tavoli, tante persone, e ognuna sta facendo il proprio gioco, ognuna sta dannatamente sperando di vincere. Mentre puntiamo le nostre fiche, trascorriamo del tempo accanto ad altri giocatori. Condividiamo un tratto di strada: anche loro puntano alla vittoria. Alcuni vincono grandi somme, altri perdono tutto, qualcuno vince molto e poi lo perde subito dopo. Non esistono regole fisse.

Il casinò, proprio come la vita, è imprevedibile. Nel casinò reale si vince denaro, convinti che quella somma possa cambiarci l'esistenza. Ma nella vita reale in cosa consiste la vincita? Bella domanda. È difficile dirlo, perché assume significati diversi per ognuno di noi, anche se credo che, in fondo, sia uno stato mentale chiamato felicità. Se ci pensate bene, provate a rispondere a questa domanda: quanto è durata la felicità quando l’avete raggiunta? È una percezione effimera, che spesso svanisce rapidamente.

Molte persone, molti imprenditori, scambiano quella futura vincita per la via della salvezza, come se il raggiungimento di un obiettivo potesse portare a un benessere perenne. Purtroppo non è così. Ho incontrato persone che puntano tutto ciò che hanno su di un unico grande obiettivo, come quando alla roulette si punta tutto su un numero.

Quello che la vita mi ha insegnato è che non esistono grandi vittorie capaci di farci lasciare il casinò a testa alta. Nessuna vittoria sarà mai abbastanza. Forse, però, il vero scopo è proprio lì, tra i tavoli.

Le persone con cui giochiamo hanno un ruolo fondamentale, e molte di loro le perdiamo durante il viaggio, che lo vogliamo o no. Il messaggio che mi piacerebbe lasciare è uno solo, abbiate rispetto degli altri giocatori. Come voi, stanno scommettendo sulla propria vita e, nel profondo, sono certi che la prossima sarà la giocata vincente. Avere rispetto delle scommesse altrui significa avere più rispetto anche delle proprie. È un circolo. L’autocompassione è un’abilità rara, ma può davvero salvarci la vita. Benvenuti quindi al Casinò della Vita. Fate il vostro gioco, e ricordate: il banco vince sempre.

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L’Ai va, la relazione resta